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Quanto ti costano
le commissioni?

Scopri quanti soldi restano sui portali e quanto potresti invece tenere in tasca per la tua struttura e la tua famiglia.

Questo calcolo si basa sull'incidenza delle commissioni medie di mercato. Una strategia di vendita diretta efficace può abbattere questi costi di oltre il 60%.

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Questi sono i soldi che potresti usare per migliorare la tua attività invece di regalarli ai grandi portali.

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Il problema reale

Le commissioni OTA non sono una spesa necessaria.

Booking.com, Airbnb, Expedia e gli altri portali prendono tra il 15% e il 25% su ogni prenotazione. Sui grandi numeri, è una cifra che può superare tranquillamente i 20.000–40.000 euro l'anno per una struttura di medie dimensioni in Sardegna. Soldi che escono dal tuo conto ogni mese, senza che tu possa farci nulla — finché non costruisci un'alternativa.

Il punto non è abbandonare i portali. Molti hotel sardi li usano come vetrina per intercettare nuovi clienti — ed è una funzione legittima. Il problema è quando il 70–80% delle prenotazioni passa da lì: in quel caso stai cedendo il controllo della tua attività a terzi, pagando per ogni cliente che avrebbe potuto essere tuo.

15–25%

Commissione media applicata dai principali portali OTA su ogni prenotazione ricevuta.

0%

Commissione su una prenotazione diretta. Il cliente ti paga, e i soldi restano tutti a te.

+40%

Margine medio aggiuntivo per notte su una prenotazione diretta rispetto alla stessa camera venduta tramite OTA.

Domande frequenti

Commissioni OTA: quello che nessuno calcola mai.

Quanto sono davvero le commissioni di Booking.com?

Booking.com applica commissioni tra il 15% e il 18% sul totale della prenotazione, ma l'incidenza reale è spesso più alta se si considerano i programmi di visibilità a pagamento, le campagne sponsorizzate e le promozioni richieste dalla piattaforma. Molte strutture arrivano a cedere il 20–22% effettivo su ogni prenotazione generata dal portale.

Posso smettere di usare le OTA?

Dipende dalla fase in cui si trova la struttura. Le OTA sono utili per intercettare clienti nuovi, specialmente nelle prime stagioni o in periodi di bassa occupazione. Il problema non è usarle — è dipenderne. L'obiettivo della disintermediazione non è sparire dai portali, ma ridurre progressivamente la loro incidenza costruendo canali diretti che funzionino in parallelo.

Cos'è la parità tariffaria e perché ostacola le prenotazioni dirette?

La parità tariffaria è una clausola dei contratti OTA che vieta di pubblicare prezzi più bassi sul proprio sito rispetto a quelli sui portali. In Europa questa clausola è stata limitata o vietata in diversi paesi, ma molte strutture non lo sanno ancora. Ci sono però altri strumenti legittimi per incentivare la prenotazione diretta: colazione inclusa, upgrade garantito, late check-out, cancellazione più flessibile — benefici che il portale non può offrire al posto tuo.

Quanto tempo ci vuole per ridurre la dipendenza dalle OTA?

Non è un cambiamento immediato. Le strutture che lavorano con una strategia seria riducono l'incidenza OTA del 20–30% nel primo anno, con risultati più significativi dal secondo anno in poi. Dipende molto dal punto di partenza, dalla stagionalità della struttura e dalla qualità del sito e della strategia di visibilità organica. I risultati però si accumulano: ogni cliente che prenota direttamente e torna, lo fa sempre direttamente.

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Vedere la cifra è il primo passo. Il secondo è costruire un percorso realistico per recuperarla — sito con booking engine, visibilità su Google, gestione del canale diretto. È quello che facciamo per le strutture ricettive in Sardegna. Prima consulenza gratuita, senza impegno.

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